Polidesign 2019: la cucina diffusa

Frigo2000 e POLI.design - Politecnico di Milano con il supporto tecnico di Abimis cucine, insieme ad architetti, designer e chef accolgono una nuova sfida progettuale: la cucina diffusa.

Siamo arrivati alla terza edizione di Conviviality 4 Kitchen and Modern Living, il workshop internazionale del Master Universitario “Industrial Design for Architecture” del Politecnico di Milano e POLI.design che ibrida le competenze disciplinari del disegno industriale a quelle dell’architettura, passando attraverso lo studio della tecnologia di prodotti e materiali e dell’evoluzione delle abitudini culturali e sociali. Il tema di quest’anno è contemporaneo e complesso al tempo stesso: la cucina diffusa. Cos’è? Come si progetta? Perché siamo arrivati a questo paradosso progettuale? Viviamo e lavoriamo in luoghi fluidi, ibridi, accoglienti come una casa e tecnologicamente avanzati come un ufficio; parliamo di cibo, fotografiamo cibo, ma spesso ci nutriamo di immagini e di esperienze: la cucina si sta diffondendo sia culturalmente che a livello spaziale. Spesso non abbiamo più una stanza dedicata alla cucina, ma le azioni del cucinare sono diffuse in ogni ambiente. 

Spazi di lavoro che si prestano a convivialità, ristoranti che diventano set, case sempre più aperte e prive di stabili separazioni verticali; la vita e i suoi ritmi sono sempre più fluidi, gli spazi del vivere la seguono di pari passo. Così anche il design di interni si smaterializza, si diffonde al punto di scomparire, integrandosi perfettamente con le azioni e i bisogni dell’uomo e lasciando in vista solo la parte estetica, monumentale, espositiva del nostro modo di essere. Anche l’architettura, risolta la sua funzione principale e funzionale, diventa un modo per esprimere l’immagine di sé. 

La sfida di questa terza edizione del master sta proprio nel cercare di amalgamare le funzioni così vitali e piacevoli, importanti e pratiche della cucina domestica, in un ambiente (casalingo e non) in cui la cucina stessa si fonde senza avere più confini. 

Il concept è l’esplosione della cucina di Francoforte nata con l’intento di comprimere e razionalizzare risorse e attività delle casalinghe, ora non più legate/rilegate ad un solo luogo domestico, ma anzi, in continuo movimento tra mille attività, spazi, tempi, luoghi. 

Sotto la guida della prof.ssa Venere Ferraro, docente del master con Federico Elli e Riccardo Negri, 12 studenti provenienti da tutto il mondo, hanno illustrato i loro 4 progetti ad una giuria di architetti, designer e chef. Da sempre crediamo che le competenze di chi giudica il lavoro di questi ragazzi debbano essere varie, complesse, ma al tempo stesso riconosciute e prestigiose; quest’anno il presidente di giuria è stato l’architetto Aldo Parisotto (Studio Architetti Parisotto e Formenton),  accompagnato dalla designer Margherita Rui, dallo chef Tano Simonato (“Tano passami l’olio”) e dall’architetto Vittorio Bifulco Troubetzkoy (Studio Luini 12).  I progetti esposti sono stati “Kitchen of the future” di Apak Ele, Alysha Nasir e Dmitry Moshkin; “The tris kitchen” di João Cavalcanti, Maria Zvereva and Rasha Hashoush; “Cucina Marte” di Robert Al Haddad, Luís Pacheco and Eesha Kulkarni; “Kitchen Atelier” di Alejandra Poo, Francisco Santos e Vanessa Mourad. 

La giuria per decretare il progetto vincitore ha applicato una scaletta di valori: funzionalità, innovazione, design, estetica, ma ha valutato anche la modalità di presentazione del progetto stesso. Insegnare a presentare e narrare le proprie idee è un grande input per le nuove generazioni. Il progetto che è stato decretato come il vincitore di questa terza edizione del master Conviviality 4 Kitchen and Modern Living è: “Cucina Marte”.

L’evento si è tenuto nello showroom Frigo2000 a ulteriore conferma del grande e costante impegno profuso da quest’azienda per la ricerca e la sperimentazione nello spazio della cucina domestica, affermando e diffondendo sempre più la filosofia High Performance Kitchen. Cucinare ovunque per vivere ogni spazio e ogni momento: nasce la cucina diffusa.